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Problema amianto

Trasporto rifiuti di amianto 

 PROBLEMA AMIANTO

                             CHE COS'E'
L'amianto è un gruppo di minerali presenti in natura, costituito dai seguenti silicati fibrosi:
Amianto serpentino (crisotilo o amianto bianco);
Amianti anfiboli (actinolite, amosite, crocidolite, antofillite e tremolite)
Il crisotilo è molto usato nella produzione di lastre di coperture, canne fumarie e tubazioni (eternit)

                           DOVE SI TROVA
L'amianto può essere in matrice compatta o friabile ed è comune trovarlo in questi materiali:

                        AMIANTO COMPATTO 
 Coperture con lastre ondulate in amianto cemento (eternit);
 Pareti prefabbricate (pannelli sandwich composti da lastre piane in a.c.);
 Pavimenti in vinil asbesto o linoleum (presenti maggiormente nelle strutture pubbliche, scuole, ospedali, uffici Comunali ecc.) 
 Pannelli singoli per rivestimento pareti esterne;
 Serbatoi e tubazioni per l'acqua
 Canne fumarie, pluviali e grondaie; 
AMIANTO FRIABILE (quando si sbriciola con la semplice pressione delle dita)
 Rivestimenti isolanti di tubi e caldaie (presenti nei rivestimenti di caldaie termiche, tubazioni ad alte temperature, ecc.)
 Isolante termico nelle carrozze ferroviarie;
 Pannelli di controsoffittatura composti da lana vetro e amianto (presenti maggiormente nelle strutture pubbliche, scuole, ospedali, uffici Comunali ecc.) 
 Materiali di rivestimento;
 Materiali compatti molto deteriorati

                    RISCHI PER LE POPOLAZIONI
L'amianto presenta numerosi rischi per la popolazione, dovuti principalmente alla dispersione nell'ambiente delle sue fibre.
Infatti i materiali contenenti amianto (tipo eternit) dopo un certo periodo di anni, a contatto con gli agenti esterni (piogge acide, azione del gelo e del calore, concentrazioni vegetali, vento ed altro) tendono a deteriorarsi e a rilasciare nell'ambiente le fibre non più inglobate nella matrice cementizia.
Il rischio maggiore di contaminazione ambientale e di inalazione delle fibre, si verifica quando si esegue la demolizione di manufatti in cemento amianto o la rimozione dei materiali isolanti contenenti amianto senza i dovuti accorgimenti.

                    QUALI MALATTIE PROVOCA
Una prolungata esposizione alle fibre di amianto può provocare le seguenti malattie:
Asbestosi - grave malattia respiratoria caratterizzata da fibrosi polmonare a progressivo aggravamento che conduce ad insufficienza respiratoria con complicazione cardiocircolatorie
Carcinoma polmonare – è il tumore maligno più frequente e si verifica anche per esposizione a basse dosi 
Mesotelioma della pleura – tumore altamente maligno della membrana di rivestimento dei polmoni (pleura) che fortemente associato alla esposizione a fibre di amianto anche per bassi dosi 
Tutte le malattie legate all'amianto si manifestano dopo 15 - 20 anni.

L'art. 4 del D.Lgs. 626/94 
Prevede che il Datore di lavoro è tenuto ad eseguire per la sicurezza e la protezione della salute dei lavoratori, una valutazione dei rischi, un programma di prevenzione e informazione sul rischio derivante dalla inalazione da fibre di amianto.

Circolare 10/07/86 n° 45
Piano di intervento e misure tecniche per l'individuazione e l'eliminazione del rischio connesso all'impiego di materiali contenenti amianto in edifici scolastici e ospedalieri pubblici e privati

DM 25/10/95 (allegato 2)
Gli Enti che hanno in dotazione unità prefabbricate con presenza di materiali contenenti amianto, devono eseguire un censimento sul quale riportare in maniera dettagliata l'ubicazione dei m.c.a., lo stato di conservazione, le quantità e le loro caratteristiche, ed eseguire un programma di controllo e manutenzione.
Inoltre devono predisporre un libretto d'uso da consegnare agli utenti dei prefabbricati, all’interno del quale devono indicare l'ubicazione dei m.c.a., i rischi derivanti dai lavori di manutenzione o eventuali manipolazioni.

            PROGRAMMA DI CONTROLLO E MANUTENZIONE                  DEI MANUFATTI CONTENENTI AMIANTO
Il proprietario oppure il responsabile della gestione di immobili civili, industriali e commerciali aperti al pubblico o comunque di utilizzazione collettiva (sono inclusi gli amministratori di immobili di tipo condominiale, di immobili pubblici, i proprietari di negozi, supermercati, cinema, palestre, cinematografi e datori di lavori), accertata la presenza di materiali contenenti amianto, (compatti e friabili), devono attuare necessariamente un programma periodico di manutenzione e controllo per verificare lo stato di conservazione dei manufatti al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti.

Tale programma comporta il mantenimento in buone condizioni dei materiali contenenti amianto, prevedendo il rilascio e la dispersione secondaria di fibre, intervenendo correttamente nel caso di rilascio di fibre, verificando periodicamente le condizioni dei materiali contenenti amianto.

Le incombenze del proprietario dell’immobile e/o del responsabile dell’attività che vi si svolge, stabilite dal DM 6/9/94, sono le seguenti: 
 Designare una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali contenenti amianto;
 Verificare lo stato di conservazione dei materiali in particolare quelli friabili, al fine di valutarne l'integrità e le condizioni degli eventuali rivestimenti sigillanti o dei mezzi di confinamento di cui sono dotati.
 Valutare la friabilità dei materiali.
 Mappare le zone in cui sono presenti i m.c.a. 
 Registrazione di tutte le informazioni raccolte in apposite schede da conservare come documentazione per i materiali compatti.
 Registrazione di tutte le informazioni raccolte in apposite schede, da inviare al Dipartimento di Prevenzione dell' ASL di competenza per i friabili ( Art. 12 comma 5 L.257/92)
 Fornire una corretta informazione ali occupanti dell'edificio sulla presenza di amianto di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare;

Le conseguenze di una scarsa attenzione a questo problema possono essere molto gravi in molti casi:
 Caso dell'Amministratore condominiale che si vede arrivare una denuncia dal condominio in lite che rileva che nessuno ha controllato lo stato dell'eternit presente nel sottotetto, utilizzato come stenditoio comune mettendo a rischio di esposizione le persone che lo frequentano.
 Denuncia da parte di persone che risiedono in fabbricati che affacciano o confinano con strutture in cemento amianto per un eventuale esposizione alle fibre di amianto che potrebbero essere rilasciate da manufatti in cattivo stato di conservazione (fibre aerodisperse);
 Denuncia da parte dell’ARPA per eventuale dispersione di fibre di amianto nell’ambiente.
 Il datore di lavoro che fa lavorare i propri dipendenti all’interno di un capannone con manto di copertura costituito da lastre di cemento amianto (eternit) con intradosso a vista, rischia che un eventuale malattia professionale determinata da altre ragioni di esposizione del lavoratore possa essergli imputata a carico.
 Il datore di lavoro di una ditta di manutenzioni di immobili o di pulizie che ha sottovalutato la presenza di amianto nei locali dove deve eseguire i lavori
 Caso più grave, quello dell' Amministratore di immobili pubblici, (scuole, ospedali, ecc) obbligato dalla Circolare 10/07/86 n° 45 ad eliminare la presenza di m.c.a. e dal DM 25/10/96 (allegato 2) ad eseguire un programma di controllo e manutenzione e predisporre un libretto d'uso da consegnare agli utenti dei prefabbricati sulla natura dei materiali e su come comportarsi, e che in caso di inadempienza, rischia oltre ad una denuncia penale dagli organi competenti alla Procura della Repubblica, anche una o più denuncie da parte dei frequentatori degli immobili.

         LE TECNICHE D’INTERVENTO PER I MATERIALI                             CONTENENTI AMIANTO
La bonifica dell’amianto, in base al D.M. 6/9/94, può eseguirsi con uno dei tre interventi quali:
1. Rimozione: elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche cautele per le attività che si svolgono nell’edificio;
2. Incapsulamento: Trattamento dell’amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l’aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta; l’incapsulamento ha una durata limitata per cui nel tempo bisogna ripetere l’intervento. I prodotti incapsulanti devono essere conformi al DM 20/8/99 art. 2, come modificato dal D.M. 25/7/2001. Permanendo l’amianto nell’edificio occorre mantenere un programma di manutenzione e controllo.
3. Confinamento: Installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dall’edificio. Se non viene associato un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all’interno del confinamento. Rispetto all’incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. Occorre sempre un programma di manutenzione e controllo, in quanto l’amianto rimane nell’edificio; inoltre la barriera installata deve essere mantenuta in buoni condizioni.

                     COSA BISOGNA SAPERE
Chi decide di bonificare la propria struttura (rimozione, incapsulamento, confinamento o sopracopertura), deve rivolgersi ad una ditta specializzata iscritta all’Albo Gestori Rifiuti alla categoria 10 A (per amianto compatto) o 10B (per amianto friabile)
Il D.Lgs. 257/2006 prevede che, prima dell’inizio dei lavori di bonifica dei materiali contenenti amianto il datore di lavoro deve presentare una notifica oppure predisporre un piano di lavoro all’organo di vigilanza ASL competente per territorio.
Tale piano deve prevedere le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno.
I lavori di bonifica da amianto rientrano nell'elenco dei lavori comportanti rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori, per il cui il Committente dei lavori è tenuto a presentare la notifica preliminare prima dell'inizio dei lavori (art 11 comma 1 D.Lgs 494/96).
Per informazioni sulla rimozione e smaltimento amianti scrivi alla mail info@olivacoperture.com
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